IL PRESIDENTE

Caroli Paolo

Paolo Caroli

A Faenza il nome di Paolo Caroli non è certo nuovo. Da anni è una presenza riconoscibile della vita cittadina, una di quelle figure che non hanno bisogno di alzare la voce per lasciare il segno. Classe 1954, 72 anni, sposato, padre di due figli, laureato in psicologia, Caroli ha attraversato mondi diversi tenendo insieme impresa, rappresentanza e senso civico.

Per lungo tempo è stato un punto di riferimento nel tessuto economico e associativo del territorio. Titolare della cartolibreria Sorelle Resta, realtà storica della città, ha conosciuto da vicino il valore concreto delle relazioni, del lavoro quotidiano, del contatto diretto con le persone. Non la teoria astratta della comunità, ma quella vera, fatta di visi, problemi, fiducia e continuità.

Dal 2006 al 2024 ha guidato Confcommercio Faenza, contribuendo a rappresentare per quasi un ventennio il mondo del commercio locale in anni complessi, segnati da cambiamenti profondi nelle abitudini, nell’economia e nella vita urbana.

A questo si sono aggiunti incarichi di rilievo anche fuori dai confini cittadini, come la presidenza di Confcommercio provinciale di Ravenna dal 2014 al 2019, il ruolo di vicepresidente vicario della Federazione nazionale cartolai dal 2015, la presenza nel consiglio di amministrazione della Bcc ravennate, forlivese e imolese dal 2007 al 2022, la presidenza dell’Iscomer dal 2017 al 2021 e la vicepresidenza regionale di Confcommercio dal 2011 al 2015.

Accanto agli incarichi pubblici e professionali, c’è un altro filo che percorre la sua storia, meno formale ma non meno importante: l’impegno diretto nel volontariato. Insieme alla moglie, Paolo Caroli è da tempo vicino a Enpa Faenza, non come semplice sostenitore occasionale, ma come presenza concreta, partecipe, disponibile. Una scelta che dice molto del suo modo di stare nella città: non da spettatore, ma da persona che sente il dovere di mettersi in gioco.

Paolo Caroli appartiene a quella generazione che ha imparato che guidare non significa occupare una posizione, ma assumersi un compito. Ed è probabilmente questo il tratto che meglio lo racconta: la serietà di chi considera ogni incarico non un titolo da esibire, ma una responsabilità da onorare.